Le nuove forme di marginalità nella società contemporanea. Prospettive pedagogiche per un’educazione alla fragilità

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Simona Perfetti

Abstract

Le nuove forme di marginalità digitali si configurano, oggi, come quelle forme di esclusione culturale, relazionale ed emotiva che riguardano quelle persone formalmente connesse e alfabetizzate sul piano tecnico ma prive di quelle competenze riflessive e affettive necessarie per comprendere il senso della responsabilità comunicativa che deriva dall’uso delle parole negli ambienti digitali. L’assenza di competenze emotive e linguistiche adeguate si palesa in modo particolarmente evidente nel fenomeno dell’odio online che rappresenta un’emergenza educativa di ampia portata, poiché evidenzia una difficoltà diffusa nel riconoscere l’altro come individuo dotato di dignità simbolica e narrativa. Nell’ottica di questa emergenza pedagogica, sono necessari nuovi percorsi educativi che devono trovare nell’accoglienza della fragilità il punto di partenza per un’educazione ad uno sviluppo armonico della persona. La relazione tra educazione alla fragilità, odio online ed etica delle parole sottolinea la necessità di un approccio educativo integrato che possa affrontare simultaneamente le dimensioni emotive, relazionali e culturali della comunicazione digitale, in quanto contrastare l’hate speech significa soprattutto promuovere una cultura della responsabilità comunicativa fondata sul riconoscimento della fragilità umana e sulla valorizzazione della parola come strumento di relazione e di cura.

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Sezione
Miscellanea

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