Le stanze. I luoghi non-luoghi della narrazione esistenziale

Contenuto principale dell'articolo

Ines Giunta

Abstract

Tutte le storie nascono in un luogo, a volte tanto grande da renderle facilmente riconoscibili, talaltre così piccolo da decretarne l’invisibilità. E tra i piccoli, la stanza, il luogo non-luogo dell’intimità, in cui riflettiamo e che ci riflette, in un viaggio che è sempre personale e collettivo insieme. Si analizzerà, dunque, la stanza come uno degli spazi del loisir, in cui collezionare buona parte di quelle esperienze, reali o immaginarie, nelle quali è possibile identificare una preziosa riserva di creatività. E come luogo privilegiato in cui fare esperienza della soglia, di un modo di stare al mondo, cioè, che è sempre sul limitare di una domanda. Ma anche come spazio di elezione in cui avvengono parte di quegli accoppiamenti strutturali che determiniamo e che ci determinano e in ragione dei quali le stanze fuori di noi diventano stanze dentro di noi e assurgono al ruolo di dispositivi pedagogici.

Dettagli dell'articolo

Sezione
Saggi

Articoli simili

1 2 3 4 5 6 > >> 

Puoi anche Iniziare una ricerca avanzata di similarità per questo articolo.